Capitolo 14
Ho sempre considerato iPad limitato dal punto di vista del software.
Ho utilizzato diversi iPad nella mia vita, da iPad 2 fino ad iPad Pro del 2020, passando per iPad Mini 2 ed iPad Pro 9.7.
Nonostante il Sistema Operativo sia migliorato parecchio, lo vedo ancora limitato per i miei usi. Volendo lavorare su del codice, sono sempre costretto ad usare un laptop, oppure a connettermi in remoto al mio fisso.
Da amante di Linux (e dell’Open Source) ho sempre cercato di portare almeno il terminale su iPad, senza dover effettuare il Jailbreak. Ho trovato due soluzioni, utilizzare un applicazione chiamata iSH oppure utilizzare le macchine virtuali con UTM.
Nel momento in cui sto scrivendo questo articolo, ci sono due modi per installare UTM, tramite Jailbreak oppure tramite Alt Store, ma questa vicenda potrebbe cambiare con iOS 17.4 e la relativa versione di iPadOS. (attualmente é ancora in beta).
Nelle mie prove ho usato UTM SE (Slow Edition) su un iPad Pro 2020, ho scelto questa versione poiché non necessitavo di un computer e potevo gestire tutto tramite iPad. Questa versione é sprovvista di JIT, che necessita di AltStore Sever per essere abilitata (dagli iPad con M1 ed M2 dovrebbe essere abilitata).
Con UTM ho provato ad installare alcuni Sistemi Operativi “recenti”, come Windows 10 e Ubuntu 23, ma con scarsi risultati, al limite dell’utilizzo. Per far funzionare qualche sistema ho dovuto ricorrere a Windows 7 e Debian 12.
Ovviamente il sistema non é fluido, probabilmente un netbook sarebbe piú fluido. Quindi, perché usare UTM? Nel mio caso utilizzo quest’applicazione per far girare alcuni programmi che mi sevono nella mobilitá, ma, sinceramente, preferisco utilizzare iSH e collegarmi tramite SHSH al mio PC.
Per gli applicativi Linux, utilizzo iSH (anche se preferisco gli ambienti Debian, mentre quest’applicazione utilizza Alpine), riuscendo ad utilizzare un terminale.
In questo modo ho dato un utilizzo piú ampio al mio iPad, ma non so quanto resisteró…