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Il potere del terminale

Capitolo 18

macOS e Ubuntu: dalla semplicità dell’utente alla potenza dell’amministratore

Da qualche anno, ho dato più risalto al terminale, sia per motivi lavorativi, ma anche per curiosità e per capire perchè viene così tanto usato. Un esempio, può essere proprio questo blog, infatti ho deciso di scriverci solamente usando il terminale. Il terminale, spesso temuto dai neofiti ma venerato dai professionisti, è uno degli strumenti più potenti e versatili messi a disposizione da sistemi Unix-like come macOS e Ubuntu Linux. In un’epoca dominata da interfacce grafiche scintillanti, il terminale continua a essere il cuore pulsante del controllo totale sul sistema.

Il terminale: non solo per “smanettoni”

Molti utenti si chiedono: “Perché usare il terminale se esistono le interfacce grafiche?”
La risposta è semplice: efficienza, precisione e potenza.

Con pochi comandi ben scritti, è possibile aggiornare il sistema, automatizzare operazioni, gestire file e servizi, monitorare le risorse e persino risolvere problemi critici. Inoltre, i terminali moderni sono più accessibili che mai, grazie a shell intuitive come bash e zsh, autocompletamento intelligente, e tool come tmux, htop, fzf, e ncdu.


Su macOS: Unix sotto la superficie lucida

macOS è spesso visto come un sistema per creativi, ma al suo interno batte un cuore Unix BSD, robusto e professionale. Aprendo il Terminale, si accede a uno strumento potente e flessibile.

Homebrew: il gestore pacchetti che mancava

Una delle prime cose da installare su macOS è Homebrew, un gestore di pacchetti che rende semplice ottenere strumenti da terminale:

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/bin/bash -c "$(curl -fsSL https://raw.githubusercontent.com/Homebrew/install/HEAD/install.sh)"

Con Homebrew puoi installare software da terminale con semplicità e inoltre, puoi gestire servizi.

Altri usi comuni del terminale su macOS:

  • Gestione file (cp, mv, rm, find)
  • Controllo processi (top, ps, kill)
  • Accesso remoto (ssh user@host)
  • Automazioni e script (bash, zsh, cron, launchctl)

Su Ubuntu: il terminale è il protagonista

Ubuntu è tra le distribuzioni Linux più popolari, nota per la sua usabilità, ma chi la usa professionalmente sa quanto sia importante il terminale.

Aprendo il terminale, puoi fare praticamente tutto, come aggiornare il sistema, installare software, gestire servizi e controllare risorse (htop, df -h ,free -m).

Ubuntu Server, usato spesso in data center e cloud (AWS, DigitalOcean, ecc.), si controlla quasi esclusivamente da terminale.

Client e server: due mondi, un solo linguaggio

Che si tratti di un laptop personale o di un server remoto, il terminale offre coerenza:

  • SSH per l’accesso remoto
  • rsync per sincronizzare dati
  • cron per automatizzare compiti
  • git per il versionamento
  • screen o tmux per sessioni persistenti

Questi strumenti funzionano identici su macOS e Linux.

Conclusioni: abbracciare la potenza

Il terminale non è un relitto del passato, ma uno strumento che cresce e si evolve con chi lo utilizza. Investire tempo nel suo apprendimento porta a maggior controllo, flessibilità e velocità in ogni ambito informatico.

Che tu sia un utente curioso, uno sviluppatore o un amministratore di sistema, il terminale su macOS e Ubuntu è una chiave che apre porte invisibili… ma fondamentali.

“Chi domina il terminale, domina la macchina.”

Questo post è sotto licenza CC BY 4.0 a nome dell'autore.